One team: il basket come linguaggio comune per migliorarsi nella vita

One team anche quest’anno mette in campo gli allenatori di Olimpia Milano, Marilisa Zanini e Alessandro Trombin, e la psicologa dello sport di Laureus Italia, Alessandra Stella. Le classi che hanno aderito al progetto, dell’Istituto Arcadia per la fascia delle medie, sono 5, che nel corso di una mattinata si alternano sul campo da basket della loro scuola.

Sono un minimo di 8 incontri da svolgersi durante la seconda parte di stagione, nella quale i ragazzi potranno sperimentare il gioco della pallacanestro ma proveranno anche a guardarsi dentro e maturare consapevolezza rispetto a chi sono e a chi vogliono essere

In ogni incontro verrà presentata una life skills: relazioni i efficaci, comunicazione efficace, empatia, decision making, gestione dello stress, problem solving, pensiero creativo e gestione emotiva. Ogni sessione verterà su una specifica di esse, con giochi, video e attività che possano dare dei concreti strumenti a questi ragazzi per affrontare le diverse situazioni.

Le video testimonianze degli ambasciatori del progetto, come Gigi Datome e Kyle Hines, sono state il mezzo per recapitare un messaggio concreto a questi ragazzi, che nella sfida di ogni giorno, in classe e nella vita si trovano a dover esplorare le risorse per crescere.

Il linguaggio dello sport per affrontare le difficoltà è il primo modo per sostenersi e costruire relazioni sicure e durature soprattutto in una squadra composta da giocatori provenienti da ogni parte del mondo come può essere un quartiere periferico come Gratosoglio (sud di Milano), un intreccio di background culturali.

Il basket sarà il linguaggio comune per tutti sul campo per rafforzare le competenze di vita dei ragazzi e il senso di “squadra” e comunità.

Kyle Hines: “Per me la squadra è tutto, l’unità e la condivisione di un obiettivo è molto importante. Si dice che un gruppo di persone è più potente di un individuo”.

Luigi Datome: “Il concetto più importante che porto nella vita di tutti i giorni è che ogni individuo con le proprie caratteristiche, porta il proprio contributo al raggiungimento finale dell’obiettivo, questa cosa succede in ogni squadra e penso che succede anche nella vita”.

Un’ora ricca di attività sul campo in cui i ragazzi hanno sperimentato cosa vuol dire relazionarsi con i propri compagni, in squadre o piccoli gruppi, per raggiungere l’obiettivo dato dagli allenatori e un momento finale in cui la classe ha elaborato ed estrapolato la parola chiave della giornata.

I successivi tre incontri hanno avuto come focus principale la comunicazione, spiegata dal giocatore Nicolò Melli, e l’empatia introdotta dal video di Gianmarco Pozzecco, uno degli assistenti allenatori della prima squadra e Decision making spiegata dal capitano Sergio Rodriguez.

I bambini delle cinque classi, sono riusciti attraverso giochi specifici a comprendere e sperimentare le due life skills. Per la parte di comunicazione, hanno provato giochi, dove la richiesta era di comunicare in diversi modi, oppure di guidare di guidare il compagno per far si di arrivare all’obbiettivo finale. In questo gioco hanno sperimentato il prendersi anche cura degli altri, nonostante le difficoltà e gli imprevisti del gioco, metafora di quello che accade nella vita di tutti i giorni.

Come ha spiegato Nicolò Melli “la comunicazione è molto importante quando si è in un gruppo di persone, perché si entra in contatto con tante personalità diverse e persone diverse, e comunicare le proprie idee è fondamentale per far funzionare un gruppo. Un aspetto fondamentale della comunicazione è l’onestà, bisogna essere sempre onesti quando si comunica, per creare meno incomprensioni possibili, per far capire che si va nella stessa direzione.”

Una delle life skills più difficili da comprendere e soprattutto da mettere in pratica nella vita di tutti i giorni, ma anche in un campo da basket, è sicuramente l’empatia.

Mettersi nei panni degli altri compagni, ovvero comprendere il compagno, provando a copiarlo in alcune attività, oppure nel giocare provando ad unirsi sia metaforicamente che realmente, non è stato semplice ma i bambini sono riusciti capire l’importanza di questa competenza di vita fondamentale, che è alla base di ogni relazione che sia a scuola o nel mondo dello sport.

Gianmarco Pozzecco ha dato un importante consiglio a tutti i bambini: “Provare ad essere più tolleranti con i compagni, gli amici, rispetto agli errori e i difetti degli altri”

La sessione dove i bambini hanno dovuto mettersi più in gioco è stata quella riguardo la skills decision making, che spesso a quest’età è difficile saper scegliere ciò che è giusto o sbagliato, o solamente il prendere una decisione diventa difficile. Attraverso alcuni giochi, come dover scegliere un determinato oggetto o colore, portava a delle conseguenze, o alcuni giochi dove dover prendere una decisione in poco tempo, o in tanto tempo di permetteva di adottare alcune strategie alle volte vincenti, alcune volte no.

Come ha detto Sergio Rodriguez “anche se alcune volte ci si accorge di aver sbagliato la scelta, è importante andare avanti e dare il meglio per la prossima occasione. Cosa molto importante è conoscere bene chi hai attorno, così da poter prendere la decisione migliore per tutti”

Quest’anno oltre la modalità dei video consigli da parte degli ambasciatori, è stata introdotta anche la modalità di ricerca della life skills usata durante i giochi. Ovvero alla fine della lezione, i bambini hanno composto quella che per loro era la parola chiave della lezione, unendo ogni singola lettera per provare a dare una spiegazione e un senso a ciò che aveva sperimentato.

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Progetti di solidarietà

  1. Bike for Good

    Il progetto sportivo educativo "Bike for Good", realizzato in collaborazione con Fondazione EOS, sarà sviluppato all'interno delle scuole con le quali collaboriamo nelle periferie delle città e supporterà l’inclusione, il coinvolgimento e la riattivazione dei giovani adolescenti tra cui i NEET (not in education, employment or training) per avvicinarli al variegato mondo della bicicletta e creare in loro la consapevolezza di poter essere “parte attiva” della sostenibilità dell’ambiente.
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  2. Progetto Stringhe

    “STRINGHE - Piccoli numeri in movimento”, è il primo progetto in Italia che unisce educazione digitale e motoria.
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  3. “TUKIKI: diamo insieme un calcio alla disabilità”

    Il calcio, come strumento per superare le difficoltà di comprensione e socializzazione.
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  4. Sport For Good

    Calcio, basket, judo, vela e più di 20 discipline sportive in gioco. Oltre 400 bambini e ragazzi che ogni anno, possono praticare gratuitamente uno sport, come strumento di recupero, riscatto e formazione. Il progetto Sport For Good è attivo nelle periferie delle principali città italiane come Roma, Napoli e Milano.
    • €4.000 Raccolti
    • €10.000 Obiettivo